Recensione “Daredevil – stagione 2”

Nel 2015 Daredevil stupiva il mondo delle serie tv, metteva d’accordo critica e pubblico e poneva l’asticella della qualità per le serie Marvel ad una altezza veramente difficile da eguagliare. Steven S. DeKnight (già abile creatore della famosa serie “Spartacus”), chiamato all’ultimo a sostituire il creatore Drew Goddard, fece una magia e  creò un qualcosa dalla faccia pericolosamente ambigua: se da una parte ha settato nuovi standard qualitativi, dall’altro ha posto un duro precedente per tutto quello che sarà presentato in futuro, un precedente che mette di fronte sempre un duro paragone (anche per via dei collegamenti molto curati tra le serie).
E’ già successo con “Jessica Jones” che, pur essendo un prodotto molto buono e decisamente sopra la media, vedeva l’ombra di “Daredevil” fin dalla sua uscita, a volte causandogli una critica forse eccessiva.
La seconda stagione di “Daredevil”, fortemente voluta dopo il grande successo della prima, è stavolta curata da Doug Petrie e Marco Ramirez (che sicuramente non hanno lo stesso talento del loro predecessore). Prende a mani basse su quanto era stato lasciato e vive di rendita, riconfermando quanto c’era di buono sul fronte della recitazione e delle atmosfere ma facendo un piccolo passo indietro per quanto riguarda l’azione e la storia, che presenta alcune piccole ingenuità che si potevano forse evitare.
Partiamo dalle tre cose che mi hanno colpito in maniera veramente positiva, cercando di valutare anche altri aspetti correlati. Queste 3 cose si possono identificare con 3 personaggi:
1) Frank Castle – basta solo la faccia, le movenze e qualche battuta di Jon Bernthal per dimenticarsi di tutto quello che è stato fatto sul personaggio fino ad ora e spazzare via tutti i dubbi che avevamo su questo attore. Il lavoro in generale sulla figura di “The Punisher” è eccellente e le prime 4 puntate, incentrate su di lui, sulla sua storia, sul suo confronto con Daredevil sono sicuramente le migliori di questa stagione per ritmo e intensità. La sua confessione in tribunale, il suo ricordo della strage, il confronto con Fisk, la chiacchierata sul dolore dell’amore con Karen alla tavola calda e la prova del fuoco sul tetto con Matt raggiungono emozioni fortissime e sono il perfetto risultato di un attento studio del personaggio. Le sue parole sono essenziali e scelte con cura, le sue azioni determinate e rabbiose. La sua storia, pur contenendo evidenti forzature (specie sul finale, con la scoperta dell’identità di BlackSmith) è il calvario di un uomo distrutto, che appare spietato solo perché quello è l’unico modo con cui riesce a rapportarsi col mondo, guidato unicamente dalla rabbia della sua vendetta, ma che nonostante tutto cerca di seguire un suo distorto codice morale.
2) Elektra – Elodie Yung funziona a meraviglia come mercenaria assassina, funziona a meraviglia come bellezza mangiauomini da togliere il fiato, funziona a meraviglia quando deve iniziare a scalciare per seccare il nemico di turno e soprattutto funziona a meraviglia quando deve rapportarsi con Cox, riuscendo a ricreare quell’atmosfera di amore-odio, di attrazione pericolosa ma irresistibile, quello sguardio di odio seguito da un bacio. Quando i due sono sullo schermo, è palpabile l’elettricità che scorre fra di loro, anche grazie ad un intelligente uso di molti primi piani durante le sequenze di dialogo, che permette agli attori di lavorare molto con gli occhi.

 

Daredevil-12
3) Foggy. Foggy. Meravigliosamente Foggy. Mai credevo di poterlo dire (durante la prima stagione aveva la funzione di spalla di Murdock, di momento comico e ha avuto in generale pochi momenti, ma importanti, di confronto) ma se in questa stagione si parla di eroi, l’eroe che mi è piaciuto più di tutti è stato il Foggy Nelson di Elden Henson! Gli sceneggiatori sono riusciti a far uscire dal guscio questo personaggio che già prometteva molto bene, dandogli molta più importanza, ottime battute e un posto di rilevanza in queste storie, anche grazie alla recitazione di un Henson in stato di grazia, capace di essere un attimo prima l’ultimo degli sfigati e un attimo dopo un determinato avvocato che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno. La stessa miglioria si è tentata con il personaggio di Karen con meno successo anche grazie, secondo me, alle limitate capacità recitative della Woll rispetto al collega.
E’ forse anche grazie alla grande crescita di Foggy e allo splendido lavoro su Elektra e soprattutto sul Punitore, che Matt Murdock, pur essendo il protagonista, rimane un pò in secondo piano, un pò meno eroe, molto fallibile, come se gli autori ne avessero voluto più fare il collante per le varie situazioni, piuttosto che andare a cercare una sua strada personale. Scelta condivisibile visto la mole di situazioni e personaggi da far muovere in una New York ancora cromaticamente più buia di quanto avevamo già visto. Su questo argomento…il buio usato dal direttore della fotografia questa volta è stato decisamente troppo, andando ad influire negativamente sui combattimenti, già viziati da un aspetto a volte troppo coreografico e da alcune insensate scelte di regia durante gli scontri (diverse volte hanno piazzato la telecamera dietro le spalle degli attori dando confusione su quello che stavano facendo nella lotta). Il nero troppo spesso “mangiava” letteralmente l’immagine, avrei preferito una scelta cromatica più vicina a quella di JJ, che era si buia ma anche splendidamente illuminata da varie tonalità di colori, anche accesi, che non rovinavano l’atmosfera ma ci davano più chiarezza su quanto stava succedendo.

 

Netflix-Daredevil
Charlie Cox se la cava sempre alla grande, il suo Daredevil è sempre eccellente. Continuo ad avere molto scetticismo per il costume, proprio non riesco a farmelo piacere (adoravo invece la prima versione nera, semplice e funzionale) e sembra quasi che non si adatti al fisico di Cox, facendogli poi quel mascellone veramente antiestetico.
Non ho avvertito, come ho letto in giro, la mancanza di un unico villain su cui focalizzarsi, anzi, ho apprezzato il voler continuamente mescolare le carte in tavola, dando al tutto quella freschezza di puntata in puntata che per forza di cose prima, con Fisk onnipresente, non poteva esistere (infatti il ritmo ne ha guadagnato). A proposito, D’Onofrio è sempre grandissimo e il suo Kingping funziona ancora che è una meraviglia.
In generale la stagione mi è piaciuta, eccellente come ho detto nei primi 4 episodi, poi si attesta su livelli sempre alti (ma le vette dei primi episodi non si raggiungono più) fino a sfociare in un finale con qualche tirata per i capelli (alcuni particolari della strage della famiglia Castle, BlackSmith e Blusky su tutte) e forse un pò troppa fretta (ma in quello anche il finale della prima stagione non era perfetta), il tutto intervallato da cliffangher di fine puntata veramente bastardissimi che ti invogliano molto ad andare avanti. Sia i fan del personaggio cartaceo (ci sono tantissime chicche da appassionati Marvel da scoprire) che quelli che lo hanno seguito solo in tv rimarranno sicuramente soddisfatti da quella che continua ad essere la migliore serie tv della Marvel e del campo supereroistico in generale.
Le scenografie sono sempre splendide (tranne quel buio maggiorato di cui si faceva volentieri a meno), Hell’s Kitchen “vive e respira” sia nei campi lunghi che negli stretti vicoli pieni di fumo.
Colonna sonora sempre d’atmosfera (mamma mia quanto amo la sigla) e una buona regia completano il tutto, regalandoci una stagione di gran qualità che però risente di alcune pecche in fase realizzativa, alcune “cadute” di vario genere assenti nella prima stagione e, nonostante si apre la strada a veramente tante situazioni per il futuro, si è ancora sotto a quell’asticella che sembra irraggiungibile.
“Un pezzo, due pezzi un penny e un decino”

Condividi:
Avatar

Paul Cameron

Classe 1980. Grafico, cosplayer, collezionista. Una passione infinita per il cinema che mi ha visto impegnato sia come sceneggiatore, regista, attore e infine come recensore. Non cerco il consenso, solo la tua visione al mio punto di vista! Il mio sito personale: http://leopinionidelcameron.jimdo.com

Un pensiero riguardo “Recensione “Daredevil – stagione 2”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *