La produzione di “Marvel’s Inhumans”, una telenovela Marvel

Sembra che “Marvel’s Inhumans“, nuova serie dell’Universo Marvel, sia riuscita a mettere d’accordo critica e pubblico, ma non come si sarebbe sperato: da tutti e due i fronti sono arrivate decise stroncature, anticipo prevedibile di un clamoroso flop per la Casa delle Idee, poco avvezza a questo tipo di situazioni. E’ infatti la prima volta che si trovano di fronte ad un progetto (ambizioso), sostenuto da un modesto budget (non certo all’altezza), affidato ad uno showrunner che non è quasi mai stato esente da critiche: Scott Buck. Ma chi è costui?

Dopo un inizio molto positivo come sceneggiatore e produttore di “Six Feet Under“, si trova coinvolto nella seconda stagione di “Roma” (che ha avuto sforamenti di budget notevoli), per poi ritrovarsi in “Dexter“, come produttore esecutivo prima e showrunner poi, guidando la serie in un lento declino. Diventa poi, nel dicembre 2015, showrunner di “Marvel’s Iron Fist“, altra serie che ha avuto una complicata produzione e sostituito nella seconda stagione da Raver Metzer. Perchè quindi sceglierlo per un progetto delicato come la serie-tv degli Inumani?

Chiedetelo a Ike Perlmutter, ex CEO (Chief Executive Officier, equivalente americano dell’amministratore delegato) della Marvel, l’uomo che era responsabile delle scelte televisive del Marvel Universe. Responsabile del licenziamento di Terrence Howard (sostituito poi da Don Cheadle con un sarcastico “le persone di colore sono tutte uguali”), creatore del Creative Committee (un team di autori fra cui Brian Michael Bendis, Dan Buckley, Alan Fine e Joe Quesada,  ingaggiati da Perlmutter per mettere “bocca” sui progetti cinematografici e dare input sul cosa fare) fortemente criticato dai registi (fra cui James Gunn), uno dei fautori dell’allontamento di Edgar Wright da Ant-Man, detestato da Robert Downey Jr. (che, per una questione finanziaria proprio con lui, quasi mollò tutto) e ideatore di varie piccole faide produttive in diversi film della saga fra cui Iron-Man 2, Iron-Man 3, Thor: The Dark World  e Avengers: Age of Ultron (sembra fosse lui la principale fonte di stress di Whedon) e, dulcis in fundo, assolutamente deciso a non puntare sulle donne supereroe perché “i personaggi femminili non vendono nei giocattoli“.

In seguito ai problemi di produzione con Downey Jr. (senza contare la faida interna con Kevin Feige, suo acerrimo nemico), Perlmutter fu allontanato e messo a capo della divisione TV della Marvel e Feige diventa “l’uomo dell’ultima parola” per quanto riguarda l’universo filmico (mentre i Marvel Studios diventano ufficialmente parte della Walt Disney Studios di Alan Horn).

Risultato? Serie TV come “Agents of SHIELD” sono ambientate nell’universo dei film, ma i collegamenti sono stati drasticamente ridotti per volere dello stesso Perlmutter, che non crede negli universi condivisi (da notare come i camei di Fury o della Hill siano scomparsi).

Ed ecco che arriviamo alla questione “Inumani“.

Era stato preventivato un film, ma Feige non aveva ancora le idee chiare sulla sua realizzazione, nonostante fosse già annunciato (le basi della razza erano già state gettate in “Agents of SHIELD”,senza grande entusiasmo). Era invece molto impaziente di realizzare un film su Captain Marvel, ora che non aveva più in mezzo Perlmutter che ne impediva la realizzazione. D’altra parte quest’ultimo voleva fortemente trasformare il film degli Inumani in una serie TV poiché secondo lui “quei personaggi così simili agli X-men potrebbero vendere bene“. Si decide quindi di cancellare il film sugli Inumani (probabilmente per produrlo con più calma e preparazione nella Fase Quattro, si era già parlato di un Vin Diesel nella parte di Freccia Nera, che era già una genialata di per sé) e di realizzare quello su Captain Marvel ma Perlmutter (per ripicca?) decide di realizzarne la sua serie TV, così da bloccare ogni piano futuro di Feige. Perlmutter annuncia la serie in tutta fretta e la realizza in pochissimo tempo, con un budget all’osso, una produzione iper-veloce e uno showrunner preso a poco che probabilmente aveva ancora qualche clausola nel contratto. Non è tutto, siccome la serie era inizialmente un film, Perlmutter mantiene gli accordi con i cinema IMAX per proiettare i primi due episodi in sala (che sono andati malissimo). Secondo le ultime indiscrezioni persino la ABC e la Marvel TV, entrambe parte del gruppo Walt Disney Company avrebbero espresso rimostranze circa la qualità della serie proprio dovute alla poca cura nella sua realizzazione (persino Roel Reinè, regista dei primi due episodi, aveva espresso diverse perplessità dopo la diffusione del primo trailer).

Il risultato di tutta questa travagliata produzione, che assume quasi lo stile di una telenovela, lo stiamo vedendo tutti proprio in questi giorni (n.d.r. la serie debutterà ad Ottobre su FOX-SKY).

Una cosa è certa: quando decideranno di estromettere completamente Ike Perlmutter, sarà un giorno di festa per tutti i fan Marvel!

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Paul Cameron

Classe 1980. Grafico, cosplayer, collezionista. Una passione infinita per il cinema che mi ha visto impegnato sia come sceneggiatore, regista, attore e infine come recensore. Non cerco il consenso, solo la tua visione al mio punto di vista! Il mio sito personale: http://leopinionidelcameron.jimdo.com