Recensione “Iron Fist – Stagione 2”

3 Cose:

  • Si passa da 13 a 10 puntate
  • C’è più cura nella coreografia dei combattimenti
  • E soprattutto, cosa che mi ha lasciato veramente allibito, Danny Rand non dice MAI “Io sono l’Iron Fist!”, frase che ormai fra la prima stagione di “Iron Fist” e “I Difensori” utilizzava anche per rispondere al telefono o dare informazioni stradali.

Non si può dire che Raven Merzner, il nuovo showrunner, non si sia messo a studiare i punti deboli della precedente gestione curata da Scott Buck (che non aveva nemmeno molte colpe su Iron Fist, ma che poi è stato giustamente cacciato a calci dopo quella schifezza di “Inumani“; perseverare in errore…). Nonostante i difetti avevo apprezzato la passata stagione, così semplice e genuina nei suoi obbiettivi e alla fine potevo dirmi piuttosto soddisfatto dalla visione. Beh, devo dire che in questa seconda stagione mi sono divertito ancora di più.

Innanzitutto l’aver tagliato tre episodi ha permesso alla stagione di avere un ritmo più sostenuto, eliminando momenti filler e concentrandosi sulla trama principale che ancora una volta pone l’attenzione su pochi personaggi e poche situazioni, che si intrecciano più volte cercando di mantenere sempre alto il grado di interesse. Memori di una stagione a dir poco terribile di Jessica Jones e una di Luke Cage che ingranava dalla decima puntata, non posso che ritenermi soddisfatto da un qualcosa che mi ha preso dal primo all’ultimo minuto, non raggiungendo mai chissà quali vette di epicità (siamo lontani da “Daredevil” o “Il Punitore”) ma tenendomi ben lontano dalle “scene-eutanasia” presenti nelle stagioni sopracitate.

Spicca all’occhio una fotografia molto più curata, con bagliori notturni cittadini veramente splendidi e giochi di luce molto ispirati, segno che anche dal lato tecnico abbiamo avuto un’evoluzione interessante, che arricchisce visivamente diverse location e regala in generale un colpo d’occhio molto più d’impatto.  Per il resto, tecnicamente la serie si difende senza mai brillare, con una regia e colonna sonora nella media (la sigla però mi piace veramente tanto) ma con una direzione degli attori più incisiva. Passiamo quindi a questi ultimi…

Finn Jones/ Danny Rend può piacere o non piacere, ma si può certamente dire che ce la metta tutta. Nella sua recitazione si può vedere tutta la passione che mette nella parte, soprattutto nella profonda lotta mentale/fisica con il nemico/amico Davos (un buon villain, massiccio e convincente) che continua per tutta la stagione in più fasi e su più livelli. Accanto a lui Jessica Henwick/ Colleen Wing si conferma un personaggio altrettanto interessante, una spalla che convince, che merita tutto lo spazio che le viene concesso e che propone un riuscito team con Misty Knight (Simone Missick), simpatica “ospite” della serie da Luke Cage.

Abbiamo poi una dicotomia niente male fra i Meachum, che da un lato hanno Ward (Tom Pelphrey), forse il personaggio meglio caratterizzato, molto ben recitato e che continua ad evolvere senza mai essere scontato, mentre dall’altro lato Joy (Jessica Stroup) si conferma un ruolo piatto, piuttosto incoerente, poco interessante e, ciliegina sulla torta, mediocremente interpretato da un’ “attrice si fa per dire”.

Un discorso a parte merita Alice Eve, scelta per interpretare il complesso ruolo di Mary Walker. Ammetto che non ho ancora capito se mi è piaciuta o no. L’attrice non fa faville, ma il personaggio è accattivante, è circondato sempre da un’aria di mistero e di imprevedibilità ma nonostante questo sembra che non dimostri mai le sue vere potenzialità, che risultano fin troppo contenute da una messa in scena che sembra tirare il freno a mano anche quando non dovrebbe. Non so quale fosse l’intento, ma ho il sentore che questa parte avrebbe funzionato di più se fosse stata più incisiva e sopra le righe… ma sinceramente non capisco se sia un problema di scrittura o di recitazione.

La storia di questa seconda stagione di “Iron Fist” funziona, è coerente con quanto visto nella prima, scorre molto bene e, a parte una piccola fase centrale in cui tira un po’ il fiato (e un paio di sviluppi di trama  minori piuttosto forzati), riesce a intrattenere bene in un mix fra combattimenti e dialoghi ben equilibrato, senza contare che presenta un multi-finale che apre veramente a molte strade, strizza l’occhio ai fan del fumetto e promette grandi cose per la prossima stagione.

Danny tornerà a ordinare la pizza gridando “Io sono l’Iron Fist!“?!?

Condividi:

Paul Cameron

Classe 1980. Grafico, cosplayer, collezionista. Una passione infinita per il cinema che mi ha visto impegnato sia come sceneggiatore, regista, attore e infine come recensore. Non cerco il consenso, solo la tua visione al mio punto di vista! Il mio sito personale: http://leopinionidelcameron.jimdo.com