“Avengers: Endgame” è il film che ci meritiamo.

Ho riflettuto diverso tempo prima di buttare giù queste righe.

Ho pensato molto con la mia parte di fan Marvel, che ha visto in questo film l’epilogo di una lunghissima cavalcata durata 10 anni con i suoi alti e i suoi bassi, ma sempre accompagnata della mia passione per questi straordinari eroi dei fumetti, trasposti finalmente al cinema con il lustro che meritavano.

Sono stati anni ricchi di soddisfazioni, di delusioni, di mancanze, di scoperte, di occasioni perse e tante tante discussioni e faccia a faccia tra persone di tutte le età. Un bellissimo viaggio…

Non solo una meta appunto, ma anche e soprattuto UN VIAGGIO.

Così è un film. Non solo un bel finale, ma “una strada” verso quel finale, un connubio fatto di personaggi, azione e dialoghi.

Purtroppo sono una persona che non si accontenta della meta, ma vuole guardare indietro e vedere come si è arrivati a quella meta, come si è arrivati a quella situazione, a quella determinata scena. So che la maggior parte del pubblico non vuole mettersi a pensare troppo, si gode la scena e stop, si dimentica del resto. Posso anche divertirmi ed esaltarmi per un momento maestoso, per un’ inquadratura perfetta, per una frase che strappa l’applauso, ma non posso fare a meno di pensare “come siamo arrivati a questo? E’ davvero il risultato di un percorso o ci stanno buttando addosso fumo nel tentativo di coprire altri problemi?”

E’ più forte di me, non posso farci niente.

Ecco perchè “Avengers:Endgame” non mi è piaciuto.

Veniamo da un film quasi perfetto come “Infinity War“, un tassello fondamentale di una costruzione durata, come appunto scrivevo, anni. I fratelli Russo avevano fatto fare alla saga un salto di qualità, staccandosi dal classico prodotto “per tutti a tutti i costi” e confezionando una pellicola matura e solida, che spezzava il classico canovaccio narrativo e poneva finalmente i nostri eroi di fronte ad una ineluttabile ed umiliante capitolazione. Una metafora della vita reale, dove spesso ti scontri più volte con la sconfitta che con la vittoria. Un’amara verità da accettare a denti stretti. Bellissimo, epico. Una delle poche volte dove uscivi dal cinema soddisfatto perché, indipendentemente da come era andata a finire, avevi visto un gran bel film, che è quello che il cinema dovrebbe essere.

Qui eravamo rimasti.

Da qui “Endgame” riprende.

Dopo uno splendido prologo ritroviamo quel mondo che avevamo lasciato. Ritroviamo i nostri eroi alle prese con un problema impossibile da risolvere ma ancora incapaci di lasciar spegnere quella fiamma di ardore che è insita nel loro cuore e nella loro natura di eroi. Un momento davvero ben scritto e concettualmente profondo che porta ad una risoluzione che non ti aspetti, veloce e spiazzante. I Russo avevano catturato tutta la mia attenzione.

Dopo… cosa cazzo è successo?

Il film perde ogni fascino, si complica senza motivo (non riuscendo neanche ad essere coerente con se stesso fino alla fine) perdendosi in una assurda sequenza di scenette comiche lunghissime e ridondanti e sciupandomi anche quei pochi momenti seri riusciti che ci sono (e sono davvero belli). L’impianto costruttivo del film va a puttane e le cose non succedono più come sviluppo della trama ma quasi in modo casuale, tra dannatissimi momenti superflui e personaggi trattati in maniera quantomeno imbarazzante. Apprezzo il fatto che i Russo abbiano voluto giocarsi mezzo film non sulle battaglie ma sui dialoghi e sull’ introspezione dei personaggi… ma cavolo, perlomeno adotta l’atmosfera, il registro narrativo e la costruzione psicologica che tu stesso avevi creato!

Purtroppo il clima troppo scanzonato rovina non solo la trama che diventa superficiale e banale (senza contare lo sticazzi continuo per giustificare qualsiasi cosa che vediamo) ma anche quel clima di ansia apprensione che provavi per i nostri eroi scompare di fronte a personaggi che affrontano tematiche serie fra una cazzata e l’altra, espediente che probabilmente affligge solo chi non ha il deficit dell’attenzione di un bambino di 5 anni.

Mi sono sentito veramente tradito dai registi, incapaci questa volta di creare un film adulto che fosse un loro film, non un film per il grande pubblico. La cosa che mi fa più arrabbiare è che i bei momenti ci sono e dimostrano che i loro film precedenti non sono un colpo di fortuna. Abbiamo delle scene veramente potenti (sia dal lato umano che dal lato visivo) e allora perché mandare in vacca mezzo film fra umorismo becero e trame assurde?

Nel secondo tempo tutto torna ad essere fiero e maestoso, ci vengono presentate scene incredibili e tantissime strizzate d’occhio che neanche J.J. Abrams in Star Wars (decisamente troppe, ma è il male minore) e tutti ad applaudire senza sosta.

Parafrasando Cap: “Io no“.

Purtroppo quel primo tempo non mi ha fatto godere nemmeno il secondo, frutto di una trama piena di buchi e incongruenze, una sarabanda di eroi non sempre usati bene (in certi momenti sembra di assistere davvero alla sagra del fan-service) ma che riescono ancora ad emozionarti, se non fosse per l’atmosfera completamente sfanculata fino a poco prima. Sicuramente un finale maestoso ed epico, ma davvero poca cosa rispetto anche solo al film precedente, in cui tutto aveva un significato ben preciso e un determinato contesto. Non so neanche se questa ora finale possa arrivare a salvare un film altrimenti dimenticabile. Parte finale da applausi ok, ma bisogna giudicare il film per intero. Non giudicare solo la meta, ma anche il viaggio.

Sinceramente mi aspetto qualcosa di meglio… o forse sono io che ho sopravvalutato quello che poteva darci un epilogo che, per quanto frutto di un progetto artistico, rimane il prodotto di un’azienda che conosce questo pubblico e sa come vendergliela.

Tutto finisce così, fra la maggioranza che esulta e un gruppo di amareggiati che forse si aspettava troppo.

Probabilmente “Avengers: Endgame” è il film che ci meritiamo, ma non quello di cui avevamo bisogno.

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Paul Cameron

Classe 1980. Grafico, cosplayer, collezionista. Una passione infinita per il cinema che mi ha visto impegnato sia come sceneggiatore, regista, attore e infine come recensore. Non cerco il consenso, solo la tua visione al mio punto di vista! Il mio sito personale: http://leopinionidelcameron.jimdo.com